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di costume, per pellicole drammatiche e sentimentali, per "kolossal" storici. Egli dimostra sempre in ogni occasione un alto grado di professionalità, accompagnato talora da modi particolarmente nuovi ed originali di concepire il rapporto fra il commento musicale e il soggetto dell'opera cinematografica.
Nascimbene è considerato in maniera unanime dalla critica uno dei migliori autori di colonne sonore del cinema italiano del '900 grazie soprattutto all'originalità delle innovazioni da lui introdotte nella stesura dello spartito, tra cui l'uso di strumenti non orchestrali, come lo scacciapensieri e l'armonica a bocca, e di fonti sonore provenienti dalla vita quotidiana, quali ad esempio il ticchettio di un orologio, il campanello di una bicicletta o il rumore delle macchine da scrivere da lui utilizzato nella colonna sonora del film Roma ore 11 (1952).
Nel corso della sua carriera Mario Nascimbene stabilirà durevoli sodalizi artistici e culturali con registi di vaglia quali Roberto Rossellini e Giuseppe De Santis, per il quale scriverà le musiche, oltre che del già citato Roma ore 11 con Lucia Bosé e Raf Vallone, di Giorni d'amore (1955) con Marcello Mastroianni, di Uomini e lupi (1956) con Yves Montand e Silvana Mangano, in cui utilizzò temi provenienti dal folclore musicale abruzzese ottenendo una grande efficacia drammatica, e Valerio Zurlini, per il quale scrisse i commenti musicali dei film Estate violenta (1959) con Jean-Louis Trintignant ed Eleonora Rossi Drago, La ragazza con la valigia (1961) con Claudia Cardinale, Le soldatesse (1965) con Mario Adorf e Tomas Milian, La prima notte di quiete (1972) con Alain Delon, solo per citarne alcuni.
Il lavoro di Mario Nascimbene riscuote consensi anche oltreoceano, e ben presto da Hollywood arrivarono commesse per la realizzazione delle colonne sonore di film famosi tra La Contessa Scalza (1954) diretto da Joseph Leo Mankiewicz con Ava Gardner, Humphrey Bogart ed Edmond O'Brien, di Alessandro il Grande (1956) di Robert Rossen con Richard Burton e Claire Bloom, di Addio alle Armi (1957) di Charles Vidor con Rock Hudson, de I Vichinghi (1958) di Richard Fleischer con Kirk Douglas e Tony Curtis, di Salomone e la Regina di Saba (1959) di King Vidor, con Yul Brynner e Gina Lollobrigida, di Barabba (1961) di Richard Fleischer con Anthony Quinn, Vittorio Gassman e Silvana Mangano, de Il dottor Faustus (1967) con la regia di Neville Coghille e Richard Burton con lo stesso attore come protagonista.
In campo televisivo Nascimbene è stato autore di lavori di altrettanta vasta portata, come lo sceneggiato televisivo l’Eneide di Franco Rossi (1971-1972) più volte riproposto dalla RAI, e, prima ancora, il bellissimo Gli atti degli Apostoli di Roberto Rossellini (1969), completamente e splendidamente musicato con il solo flauto del grande Severino Gazzelloni; questo solo per citare due lavori fra i più noti per il piccolo schermo. 
Egli inoltre si cimentò nella musica lirica con l'opera Faust a Manhattan diretta dal maestro Franco Ferrara e filmata all'auditorium RAI di Napoli, con la regia di Sandro Bolchi, con protagonista il Baritono Antonio Boyer. Nel 1975 si occupò delle musiche del film di Roberto Rossellini Il Messia.
Negli anni '80 e '90 crescono i suoi impegni come conferenziere e docente di seminari sulla composizione di musiche da film. I suoi ultimi lavori sono le colonne sonore di Il vento e l'amore - Progetto Manzù, film didattico del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma diretto nel 1982 da Glauco Pellegrini sulla vita del famoso scultore, presentato al cinquantenario della Mostra del Cinema di Venezia, e Blue Dolphin documentario diretto da Giorgio Moser nel 1990. 
Nel 1991 gli viene conferito un “David di Donatello” speciale come riconoscimento alla sua carriera.
Oltre ad avere composto le colonne sonore di oltre 400 film, Mario Nascimbene è apparso anche una volta sul grande schermo come attore, interpretando la parte del Prof. Ferrara nel film Storia di una donna, diretto nel 1969 da Leonardo Bercovici.
Uno degli elementi fondamentali da cui Nascimbene attinse per la creazione delle sue straordinarie invenzioni musicali, così esclusive e nello stesso tempo così musicalmente formali, fu la sua enorme ed innata passione per il cinema; un amore che fin da ragazzo non è mai venuto meno un istante e sotto la cui dinamica continua è giunto a rivoluzionare le tecniche di registrazione e manipolazione dei suoni, fino ad arrivare alla creazione di un qualcosa di veramente "nuovo", che esce direttamente dal suo studio di Roma, "il Mixerama". Mario Nascimbene e la sua musica ed il suo modo di far musica: un binomio, certo, dei più straordinari, dei più incredibili, dove davvero può, come in un film fantastico, da un momento all’altro, capitare di tutto! Fu un artista nel senso più vero, costruttivo del termine: sognare immaginare e creare. Alla sua memoria è dedicato il premio "MARIO NASCIMBENE AWARD", che viene conferito a giovani compositori di colonne sonore.

I Premi
•	1952 - Nastro d'Argento per il film Roma ore 11
•	1960 - Nastro d'Argento per il film Estate violenta
•	1968 - Nastro d'Argento per il film Pronto... c'è una certa Giuliana per te
•	1991 - Premio David di Donatello alla carriera 
Dotato di un vivo talento musicale, Mario Nascimbene si iscrive al Conservatorio di Musica "Giuseppe Verdi" di Milano, dov'è allievo di Ildebrando Pizzetti. Dopo aver conseguito il diploma in composizione e direzione d'orchestra si dedica in principio alla composizione di musica sinfonica e da camera. Nel 1941 gli viene chiesto di scrivere il commento musicale per il film L'amore canta, diretto da Ferdinando Maria Poggioli. Il successo del film lo spinge a dedicarsi in maniera quasi esclusiva alla composizione di colonne sonore per la "settima arte". Nel corso del decennio 1945-1955, la sua attività cinematografica cresce e si afferma come uno dei più nuovi e originali musicisti cinematografici italiani, mostrando anche una notevole versatilità e flessibilità. Nascimbene passa, infatti, disinvoltamente a comporre colonne sonore per film d'impegno umano e sociale, per commedie 
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La fotografia a colori: Mario Nascimbene al suo pianoforte verticale Pleyel.
La fotografia in bianco e nero: Mario Nascimbene al suo Steinway.
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